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Chiesa di San Pietro E' il risultato visibile di successive stratificazioni culturali che, pur mostrando eterogeneità di stili e diversi sviluppi dimensionali, lo rendono un edificio armonico ed equilibrato.
Fino al 1847 San Pietro è chiesa parrocchiale (Marano mantiene fino a quella data due parrocchie), in seguito diventa chiesa sussidiaria; ciò ha consolidato lo status quo dell'edificio religioso senza ulteriori modifiche o trasformazioni, conservando le decorazioni e le suppellettili fino ai nostri giorni.
Collocata nel settore est dell'abitato, in posizione leggermente decentrata rispetto all'attuale centro, si affaccia sulla terrazza che sovrasta la piana del Ticino, con l'ingresso rivolto ad oriente. Fino alla fine del 1500, nei pressi della chiesa, erano ancora visibili tracce dell'antico castello ("castellatium"), come riporta il Bascapè nella sua visita pastorale.
Nella mappa Teresiana del 1723 si rileva la presenza di una piazza antistante il sagrato rivolta a sud: da qui si dipartivano più strade di cui una diretta verso l'altro Castello, di proprietà dei Castiglioni.
In un periodo più antico, fino al secolo XV, la chiesa era ribaltata, con l'abside rivolto a est e l'ingresso a ovest, con l'accesso disposto verso la strada principale. Il nucleo più antico era costituito da un'aula unica, rettangolare, con una piccola abside semicircolare e copertura a capriata. La parete laterale rivolta a nord conserva chiare tracce di questo impianto romanico: è visibile, infatti, la struttura muraria in ciottoli disposti a spina di pesce, terminante con una cornice continua di archetti pensili poggianti su peduncoli sagomati (un tratto ben conservato è visibile all'interno del campanile).
La dedicazione a San Pietro e la tecnica muraria fanno risalire l'impianto della chiesa alla metà del XII sec.; il primo documento certo che riporta il nome della chiesa, quale parrocchiale, risale al 1347.
Prima della metà del XVI secolo, la chiesa subisce il ribaltamento e l'orientamento viene capovolto; l'abside viene demolita e si prolunga la chiesa tra le due lesene per meglio posizionare l'ingresso. Sul finire del 1500, con il consolidarsi del potere della famiglia Castiglioni, alla chiesa vengono aggiunti il transetto e il campanile; l'altare maggiore si trova addossato alla parete di fondo "sub emiciclo" (come è stato appurato negli scavi del 1995).
Durante tutto il secolo XVII la chiesa non subisce sostanziali modifiche: viene costruita la cappella del Rosario, ma solo nel secolo successivo verranno ripresi i lavori sul lato nord del transetto della stessa.
Nella metà del XVIII secolo l'edificio subisce una grande trasformazione: l'impianto della chiesa viene ampliato con l'aggiunta del presbiterio, viene rifatta l'abside voltata a tre lunette e la sagrestia viene ingrandita e collegata direttamente al presbiterio. Il campanile è sopraelevato e sono edificati la cappella sud, l'ossario, il soprastante ripostiglio per le granaglie e il battistero; l'interno della chiesa viene ridecorato completamente e vengono forniti nuovi arredi. Molto interessanti sono gli altari marmorei in un festoso stile barocco.
Nel XIX secolo la chiesa subisce alcune trasformazioni interne: la cantoria decorata, che era collocata sul lato sinistro del transetto viene spostata (ridotta in lunghezza) sopra l'entrata principale in quanto l'organo viene spostato in controfacciata; vengono inoltre eseguite le nuove decorazioni a finto marmo che si possono vedere tutt'oggi, sovrapposte alle decorazioni settecentesche e grottesche e vengono affrescate le scene pittoriche dal catino absidale.
Il sagrato della chiesa, rivolto verso sud, era destinato a cimitero e l'ossario e l'obelisco in sasso ne ribadiscono l'antico uso




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